Prime Video non ha nulla da invidiare a Netflix

In questo mondo, sempre più improntato sul conformismo, non avere Netflix ti taglia fuori da un gruppo. Un po’ come quando si va ad una cena e tutti escono per fumare lasciando il mal capitato non fumatore solo al tavolo a guardarsi attorno e non sapere che fare.

Tendo spesso a parlare solo di serie tv che si trovano su Netflix, un po’ perché sono le più pubblicizzate e un po’ perché faccio parte di quella fazione che usufruisce della piattaforma regolarmente.

Questa volta però sono qui per andare a sfavore di Netflix, per favorire un’ altra piattaforma, non perché sia migliore, ma perché può competere perfettamente con la sua rivale più famosa.

Oggi siamo qui per parlare di Prime Video, piattaforma che tutti voi avrete se vi siete fatti un account prime su Amazon, cosa che consiglio di fare se fate anche solo tre ordini all’anno, anche perché vi darà anche altre agevolazioni (Prime Video, Amazon Music, Prime Reading…).

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The Handmaid’s Tale: non partecipare alla vita politica ci rende complici (e vittime) delle conseguenze

Tutti adoriamo stare davanti ad uno schermo a guardare serie tv che ci distraggano e ci facciano pensare a qualcosa di diverso dalla nostra quotidianità, ma delle volte è importante non allontanarsi troppo. Per questo vi consiglio The Handmaid’s tale, Il racconto dell’ancella.

Non è sicuramente tra le serie tv più sconosciute, anche se non si riesce a trovare quasi da nessuna parte. L’unica piattaforma a pagamento che la possiede è Tim Vision, ma non so quanti tra voi lo avranno. Non ho ancora finito di vederla, anche perché gli episodi dell’ultima stagione stanno ancora uscendo, ma la serie tratta argomenti molto forti che valgono la pena di essere discussi.

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Come Netflix ha rovinato Black Mirror

Sono un paio di giorni che penso all’argomento Black Mirror e ho iniziato a chiedermi come una serie così ben riuscita possa peggiorare e ridursi ad essere un mero progetto commerciale.

Tutto è sicuramente cambiato nel momento in cui Channel 4 ha venduto i diritti della serie a Netflix, ma questo (da quanto ho letto su fonti più attendibili di me) è successo prima della terza stagione, che ha sfornato comunque dei veri capolavori, come San Junipero, Caduta Libera, Zitto e Balla e Giochi pericolosi.

Quindi perché questo cambiamento drastico dalla quarta stagione in poi? E perché questa continua caduta nel commerciale?

I soldi non mi sembrano una motivazione sufficiente. Black Mirror ha tutto questo seguito per il fine distopico delle prime stagioni. Credo che anche le persone che hanno visto quest’ultima stagione abbiano guardato inizialmente le puntate della prima stagione con il piacere, la tristezza, la malinconia, la paura e tutte le altre sensazioni che la serie ha trasmesso ad ognuno di noi.

Eppure tutto è cambiato, non possiamo negarlo.

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Black Mirror: Striking Vipers

Tutti conosciamo, almeno per sentito dire la serie tv Black Mirror: un’originale Netflix che può essere considerato uno dei migliori prodotti della piattaforma. Ogni episodio ha una storia a sé stante e racconta di un plausibile futuro plasmato e condizionato dalla tecnologia.

La nuova stagione, la quinta, è uscita ieri e io, per una volta non con un ritardo di almeno una settimana, ho iniziato a guardarla. Non so se scriverò qualcosa su tutti e tre gli episodi,  ma il primo ha dei punti interessanti, che vale la pena affrontare.

Come molti degli episodi tutto inizia in una situazione naturale e quotidiana. Questo sta a significare che il tempo può passare e le tecnologie possono migliorare, ma le persone rimarranno sempre le stesse e continueranno a vivere in società e a seguire degli schemi e delle convenzioni tipiche unicamente dell’essere umano.

Come è tipico del cinema e della televisione, i caratteri dei personaggi non vengono esplicitati a parole, ma dai gesti e dalle azioni che compiono. Le puntate di Black Mirror cominciano tutte in medias res e “Strinking Vipes  non è da meno. Vi consiglio di leggere questo articolo solo quando avrete visto la puntata: in Black Mirror ogni momento deve essere una sorpresa.

 

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Le unità aristoteliche nella contemporaneità

Aristotele sosteneva che la rappresentazione scenica dovesse essere realizzata secondo specifiche regole (dette unità aristoteliche):

Un’unità di tempo per la quale gli eventi si devono svolgere nell’arco temporale di una giornata;

Un’unità di luogo che indicava che gli avvenimenti rappresentati dovessero svolgersi tutti nello stesso luogo. Inoltre gli avvenimenti fuori scena devono solo essere narrati e non messi in scena;

Un’unità di azione che prevede che l’argomento del dramma sia unico e non intervallato da vicende secondarie.

Ho sempre pensato che fosse una stupidaggine antica e che non valesse nemmeno la pena di prenderla in considerazione. Pensavo che la moderna invenzione del cinema avesse eliminato ognuna di queste regole e che per fare un buon lavoro non si dovessero più utilizzare. Ma mi sbagliavo di grosso e adesso vi spiegherò il motivo.

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Bonding e la lotta contro il taboo sulla sessualità femminile

Ogni giorno vediamo riferimenti sessuali in ogni dove, eppure l’argomento per molti risulta ancora un taboo, soprattutto se ad affrontare l’argomento è una donna. Bonding cerca di superare questi limiti o per lo meno prova a metterli in evidenza per poterli combattere.

Bonding è una serie comica, che apre la mente ad una moltitudine di aspettattive sessuali. Questo non significa che riceverete una lista di posizioni da assumere con il vostro partner, ma sicuramente vi aprirà la mente e vi farà esplorare orizzonti che pochi avranno esplorato.

fonte: movietele.it

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Game of Thrones 08×03: Quando il buio va oltre al non vedere

Da molti considerata la migliore puntata della serie, da altri criticata per l’eccesso di tinte scure della scenografia: la terza puntata di Game of Thrones è una delle più discusse di tutta la serie. Ecco cosa penso a riguardo:

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American Vandal (dietro ogni vandalo c’è un consiglio scolastico)

ALLERTA SPOILER
Non leggere questo articolo se non hai visto la prima stagione di American Vandal.

Non starò a parlare della trama di American Vandal, perché se hai continuato a leggere probabilmente la serie l’hai già vista. Se non l’avessi fatto e sei interessato a godertela in ogni sua parte ti consiglio di interrompere qui la tua lettura e tornare dopo. Infatti ogni dettaglio di questa serie potrebbe rovinarti la visione della stessa, che basa tutta la sua esistenza sulla mancata conoscenza dello spettatore.

Hai queste ultime parole per prendere la tua decisione…

tre…

due…

uno…

ok, iniziamo.

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Dumbo: cosa era, cosa è e cosa dovrebbe essere.

ALLERTA SPOILER
Non leggere questo articolo se non hai visto Dumbo di Tim Burton o se non ti interessa ricevere spoiler.

 

Sono nata quando in circolazione ormai c’erano solo le ultime videocassette, si stavano diffondendo i DVD, ma in casa mia si continuava imperterriti a usare il vecchio metodo. Per la maggior parte le cassette che avevamo erano di cartoni animati sconosciuti, prodotti da produttori sconosciuti e animati da animatori sconosciuti. Sono cresciuta senza guardare nemmeno un film d’animazione Disney, poi un’epifania: ricevetti in regalo da mio zio tutti i film Disney, tra questi il mio preferito senza dubbio è sempre stato Dumbo.

 

Basta guardare questo faccino carino per capirne il motivo.

Dumbo lasciava nel cuore dei bambini la paura di diventare grandi e di doversi separare dai genitori, ma anche di riscoprirsi speciali e capaci di grande cose a discapito di quello che possono dire gli altri. Forse la mia fortuna è stata vedere Dumbo quando ormai ero già avevo una decina di anni e potevo capire cosa il film volesse comunicarmi, ma allo stesso tempo avevo ancora quella capacità di stupirmi che crescendo un po’ si perde e della quale si sente sempre un po’ di nostalgia.

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